Archivio per novembre, 2007

Buinsa (Daegu)

Posted in Senza categoria on 24 novembre 2007 by patatromb
Sito sul monte P’algong 八公山, nella zona a nord ovest della città di Daegu, non lontano dal più grande e (attualmente) conosciuto Donghwasa 桐華寺, il Buinsa (符仁寺) è un antico tempio dalla storia millenaria. Il tempio è comodamente raggiungibile se si dispone di un’autovettura, mentre a piedi il viaggio richiede, partendo dal succitato Dongwhasa, una buona mezz’ora, tuttavia il panorama mozzafiato di cui si può godere lungo il percorso rende la strada decisamente meno faticosa.
 
Sebbene la posizione, parecchio isolata, e soprattutto le attuali strutture, tutte di recente costruzione (l’edificio più antico è stato ricostruito nel 1959 rispettando lo stile architettonico tradizionale), diano al tempio un aspetto piuttosto modesto, fonti storiche indicano che il tempio venne fondato addirittura durante il regno della regina Sŏndŏk di Silla (r. 632-647) in memoria della sua defunta madre, facendo di questo tempio uno dei più antichi dell’area.
 
Nel suo periodo di maggior splendore il tempio aveva ben 39 templi secondari, abitati da oltre 2000 monaci. In particolare, tuttavia, il tempio deve la sua fama alla prima edizione del Tripiaka coreano, le cui matrici lignee, realizzate tra il 1011 ed il 1078 come strumento di protezione del regno, furono qui conservate a partire dal 1132 (anno in cui vennero trasferite dal loro sito originario, lo Hŭngwangsa 興旺寺, regione del Gyŏnggido) fino al 1232, quando durante le invasioni mongoliche un incendio le distrusse assieme al tempio: per questa ragione, l’unico elemento originario del tempio è una lanterna di pietra posta non distante dall’ingresso.
 
Oltre all’antica lanterna, rimangono i resti del basamento di un antico edificio non meglio identificato e la pagoda in pietra orientale (quella occidentale è una ricostruzione recente) che, per la sua struttura a tre piani, risale con ogni probabilità al periodo di Silla Unificato, tutti nei pressi della lanterna stessa.
 
La struttura del tempio è piuttosto semplice, tenendo conto che ci si trova di fronte a un tempio di montagna: il tutto si sviluppa lungo un’asse nord-sud che collega i due edifici principali, ossia il Daeunjŏn 大雄殿ed il Samgwangnu 三光, attorno ai quali sono disposti i diversi padiglioni secondari adibiti al culto (l’edificio ove risiedono i monaci si trova leggermente più a sud, accanto alla pagoda orientale). L’ottimo stato degli edifici ne tradisce la recente origine, che pure permette di vedere l’aspetto, decisamente variopinto, che caratterizzava i templi buddhisti nelle epoche passate.
 
L’area circostante è inoltre costellata dai resti appartenenti agli antichi templi secondari del Buinsa, decisamente interessanti da “scoprire”: alcuni di questi, come un’altra lanterna di pietra, o lo stūpa ottagonale detto di Ŭntongdang (un’iscrizione riporta questo nome, probabilmente quello del monaco, del quale tuttavia non si sa niente, in cui onore venne realizzata l’opera), sono stati riposizionati nell’area attualmente occupata dal tempio.

Komadera: nuove scoperte archeologiche

Posted in Asia Orientale on 22 novembre 2007 by patatromb
Il 20 di questo mese è stato scoperto nei pressi di Kyōto, nella cittadina di Kizugawa, quello che, con ogni probabilità, sarebbe il più antico esempio di cinta muraria templare in muratura in Giappone. I resti, in condizioni piuttosto cattive, tanto da apparire, almeno sulla scorta delle immagini disponibili, poco più di un ammasso di tegole, appartenevano a un antico tempio ora scomparso, il Komadera (高麗寺).
 
I resti risalirebbero alla parte finale del periodo Asuka, i.e. fine del settimo secolo, rappresentando pertanto la cinta muraria di questo tipo più antica del Giappone, oltre che un’eccezionale scoperta archeologica e architettonica: finora si riteneva infatti che le prime recinzioni di questo tipo avessero visto la luce nella successiva epoca di Nara, periodo in cui il buddhismo vide il suo definitivo prevalere nell’arcipelago, in virtù di un appoggio senza precedenti da parte della famiglia imperiale.
 
Effettivamente però, come indicato anche dal nome del tempio (Koma 高麗 è una forma abbreviata di Kōkuri 高句麗, ossia Koguryŏ, uno dei Tre Regni in cui era divisa la penisola coreana in antichità) è ben chiara l’origine continentale del complesso, in origine ujidera di un’importante famiglia originaria, appunto, di Koguryŏ: è quindi a mio parere quanto meno lecito supporre che la costruzione avesse seguito gli standard già da tempo diffusi in quel regno, dove l’architettura templare era conosciuta, e sviluppata, da almeno due secoli: Koguryŏ era stato il primo dei tre regni a riconoscere ufficialmente il buddhismo nel quarto secolo e ad adottarlo: più precisamente, stando al Samguk Sagi, dopo una serie di contatti all’inizio del 4° secolo la nuova fede era stata ufficialmente riconosciuta nel 372, e già nel 385 vennero edificati i primi templi, il Sŏngmunsa ed l’Ibullansa, seguiti appena otto anni dopo dai nove monasteri di P’yŏngyang (capitale del regno).
 
L’ennesima dimostrazione di quanto i primi secoli di esistenza del buddhismo in Giappone furono profondamente debitori ai Tre Regni coreani.
 
%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: