Archivio per marzo, 2011

Commozione

Posted in Arte, Wisdom on 31 marzo 2011 by patatromb

Oggi appena conclusa la nostra presentazione, il mio relatore, rivolgendosi a me e a SY, la ragazza assieme a cui ho lavorato in questi giorni, ha commentato: “Avete fatto bene”. Per inciso, nessuno ricorda di aver mai sentito una frase simile uscire dalla sua bocca. Io, dal canto mio, dopo alcuni momenti di confusione interiore in cui mi chiedevo se avessi sentito bene, mi sono sinceramente commosso.

A fine lezione alcuni studenti si sono avvicinati a noi per farci i complimenti. Mezz’ora dopo, gli studenti che non frequentano il corso mi fermavano in corridoio: “Ho sentito che il professore vi ha fatto i complimenti”.

Niente, questo è stato il mio momento di gloria e queste righe le dedico a lui.

Asoka e i robot

Posted in Asia Orientale, Wisdom on 24 marzo 2011 by patatromb

in pratica il discepolo kasyapa raccatta le reliquie e le fa nascondere in una stanza sotterranea superspeciale
Fede scrive
*O*
marco scrive
e in pratica lo aiuta il re ajatasatru
e cosa fa questo re? contatta un certo tizio che sa lui
questo tizio era figlio di un altro
quest’altro un giorno viene a sapere che a Roma sono in possesso di una tecnologia superpiù per costruire questi superautomi
solo che la tecnologia non si può portare fuori dalla città perché sennò gli automi ti inseguono e ti ammazzano
cosa fa allora il tizio? va a roma, si sposa una del posto, impara la tecnica di costruzione dei superautomi, poi si nasconde in uno sbrego che si fa nella coscia le istruzioni per costruirle e inizia a scappare
ovviamente gli automi lo rincorrono e lo ammazzano, ma lui riesce a passare le istruzioni al figlio, ed è proprio il figlio che costruisce, su incarico di ajatasatru i “robot romani” posti a guardia della stanza segreta colle reliquie
Fede scrive
Quante ne sapevano i romani!
marco scrive
poi arriva asoka e visto che era stato profetizzato sconfigge i robot romani e vince!

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poi succede che il re asoka raccatta le reliquie del buddha e le fa dividere in 82000 stupa sparsi per il mondo, e poi fa una mega cerimonia per celebrare ‘sta sua azione. nel momento culminante, il Bullissimo si prepara a “the highest form of charity – that of offering himself in an oblation of fire”
e in pratica si dà fuoco, brucia per sette giorni, poi alla fine si fa un bagno, fa un giretto, ascolta le prediche dei monaci, e poi se ne torna al suo palazzo
poi muore

Giuliano Ferrara!

Posted in Asia Orientale, Notizie dall'Italia, Wisdom on 15 marzo 2011 by patatromb

Evviva! Ieri è iniziato il nuovo programma di Giuliano Ferrara che, a quanto pare, guadagnerà per i prossimi tre anni 3000(tremila) euro lordi al giorno per la striscia quotidiana di cinque minuti di cui ho postato qua sopra la prima puntata. Un certo mio amico, che fa i turni in fabbrica, per guadagnare la stessa cifra deve passare sul posto di lavoro circa 360 ore (arrotondando per difetto).

Ora, non è che me la prenda a prescindere col Ferrara che “prende un sacco di soldi solo per dire quattro parole”. Sono anzi sempre stato dell’idea che, in un paese in cui la cultura è più di una parola come un’altra, chi “parla” meriti una retribuzione differente da chi svolge semplici lavori manuali: se non altro perché parlare bene, vale a dire aver qualcosa da dire, è qualcosa di estremamente complesso che richiede grande preparazione e che, allo stesso tempo, può influire fortemente su quel complesso agglomerato chiamato società.

Solo che, appunto, bisogna aver qualcosa da dire. Ché parlare e basta lo fanno tutti, dai bambinetti dell’asilo ai vecchi che litigano al bar. Ora torniamo al video di cui sopra e vediamo come il Ferrara si è guadagnato i suoi primi 3000€ pagati dalla Radio Televisione Italiana:

“Gli Orientali hanno paura in modo più calmo, riflessivo.” (segue pausa enfatica) “Gli orientali, i giapponesi […] riescono a trovare quella calma, quella pace della ragione e del cuore che è così difficile trovare da noi. Hanno ancora qualcosa di arcaico, di antico” eccetera eccetera. Non serve che stia a trascrivere tutto. Né penso serva rimarcare troppo come ogni singola parola qui sopra riportata, a partire dall’uso della raccapricciante parola “orientali”, altro non sia che una sequela di luoghi comuni di matrice ottocentesca, che si speravano superati da almeno qualche decennio (diamine, Orientalismo è uscito 33 anni fa!). Né, ancora, penso serva che stia a portare prove riguardo al fatto che no, i giapponesi, siano essi i miei amici o gli ufficiali di polizia che, incaricati di comunicare di ora in ora le informazioni rigardo a quello che sta succedendo, balbettano in maniera sconnessa, non hanno reagito in maniera calma e riflessiva: sono uomini esattamente come “noi”. Ma vediamo se continuando migliora:

in giappone ci sono “i figli selezionati sulla base della tecnoscienza” e l’Imperatore e quindi Dio che “chiede che gli spengano la luce”. Ovviamente nell’ottocento, quando si sono formati i succitati luoghi comuni sull'”Oriente”, il Giappone non era ancora il “Paese della Tecnologia”; lo era però negli anni ’80, quindi non si può non infilarci dentro un altro amabile luogo comune da bar. Per la questione dell’Imperatore andiamo più sul raffinato, lo ammetto, ‘ché non tutti in Italia hanno ben presente la differenza tra il concetto cristiano e quello shintoista di divinità, con tutte le conseguenze che ne derivano. Purtroppo, a giudicare dall’imbecillità della sua frase, nemmeno Ferrara questa differenza pare averla presente.

Una delle vere perle si sente però quando, verso la fine, parla dei paesi di Hiroshima e Fukushima, la prima una città di oltre un milione di abitanti (350.000 circa nel 1945) la seconda un capoluogo di prefettura di “soli” 290.000 abitanti. Qua non sono nemmeno luoghi comuni, ma ignoranza crassa unita alla mancanza di volontà di accertarsi che quello che si sta dicendo sia corretto.

È proprio a tale ignoranza che si ricollega la seconda e ultima delle perle del filmatino. All’inizio della puntata il “giornalista” ci fa sentire uno spezzone tratto da quello che parrebbe essere un notiziario, chiosando “Avete sentito le sue parole, il timbro musicale delle sue parole, di quello che dice?” a sottolineare la reazione di paura “calma e riflessiva” dei giapponesi. Ecco, qualcuno gli spieghi che quella non è una giapponese che sta dicendo chissà cosa, ma una coreana che legge un elenco delle zone colpite dal sisma.

Se il buon giorno si vede dal mattino, per i telespettatori italiani si prospettano tre anni di grande, approfondita informazione!

Dove ero finito?

Posted in Asia Orientale, Wisdom on 12 marzo 2011 by patatromb

Uno schema interessante

Il Movimento del Primo Marzo

Posted in Asia Orientale, Link pietosi, Pubblica utilità, Wisdom on 2 marzo 2011 by patatromb

Ieri, il primo di marzo, in Corea si è celebrato come ogni anno l’anniversario del cosiddetto Movimento del Primo Marzo: si tratta di un enorme movimento civile sorto quando il primo marzo del 1919 un gruppo di “trentatre rappresentanti del popolo coreano[1]” organizzò nel centro di Seoul una manifestazione pacifica per rivendicare l’indipendenza della dal dominio coloniale giapponese, seguita da un corteo spontaneo di studenti a cui man mano si aggregarono sempre più persone, appartententi alle più svariate classi sociali. Le proteste, che solo a Seoul videro la partecipazione di almeno 570’000 persone, si propagarono nel volgere di pochi giorni in tutte le altre aree del paese: naturalmente il tutto fu represso nel sangue, il movimento fallì miseramente e la Corea rimase colonia giapponese fino al 1945. In tutta sincerità, in virtù del vittimistico patetismo compiaciuto piuttosto diffuso in questo paese, non stupisce una festa nazionale dedicata a un fallimento.

Il primo marzo del 2011 sarà però ricordato dagli storici tanto per il 92° anniversario del MPM, quanto per il mio ennesimo trasloco coreano, il quarto da agosto 2008. Dovete infatti sapere che gli studenti che, come chi scrive, risiedono nel dormitorio dell’Università Nazionale di Seoul (SNU) sono obbligati, per ragioni mai del tutto chiarite, a cambiare stanza una volta all’anno, precisamente nel giorno immediatamente precedente l’inizio del semestre primaverile[2].

La spiegazione più convincente che sono riuscito a darmi a riguardo è che chi gestisce il dormitorio gode perversamente della vista di qualche migliaio di persone che, tutte nello stesso giorno, si trovano a scambiarsi convulsamente le stanze vagolando disperatamente per il campus con valigie e scatoloni carichi di roba, a mo’ di spiriti famelici.

Per adesso mi fermo qua ‘ché ho sonno ma, se anche tu vuoi conoscere i dettagli del mio trasloco, non perdere il prossimo, entusiasmante intervento che verrà pubblicato a breve in questo blog! E ora, vi lascio con il link pietoso di oggi!

[1] Lee Ki-baik, A New History of Korea, 1984 Ilchokak, Seoul, p. 341.

[2] Va dal 2 marzo al 29 giugno.

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