Giuliano Ferrara!

Evviva! Ieri è iniziato il nuovo programma di Giuliano Ferrara che, a quanto pare, guadagnerà per i prossimi tre anni 3000(tremila) euro lordi al giorno per la striscia quotidiana di cinque minuti di cui ho postato qua sopra la prima puntata. Un certo mio amico, che fa i turni in fabbrica, per guadagnare la stessa cifra deve passare sul posto di lavoro circa 360 ore (arrotondando per difetto).

Ora, non è che me la prenda a prescindere col Ferrara che “prende un sacco di soldi solo per dire quattro parole”. Sono anzi sempre stato dell’idea che, in un paese in cui la cultura è più di una parola come un’altra, chi “parla” meriti una retribuzione differente da chi svolge semplici lavori manuali: se non altro perché parlare bene, vale a dire aver qualcosa da dire, è qualcosa di estremamente complesso che richiede grande preparazione e che, allo stesso tempo, può influire fortemente su quel complesso agglomerato chiamato società.

Solo che, appunto, bisogna aver qualcosa da dire. Ché parlare e basta lo fanno tutti, dai bambinetti dell’asilo ai vecchi che litigano al bar. Ora torniamo al video di cui sopra e vediamo come il Ferrara si è guadagnato i suoi primi 3000€ pagati dalla Radio Televisione Italiana:

“Gli Orientali hanno paura in modo più calmo, riflessivo.” (segue pausa enfatica) “Gli orientali, i giapponesi […] riescono a trovare quella calma, quella pace della ragione e del cuore che è così difficile trovare da noi. Hanno ancora qualcosa di arcaico, di antico” eccetera eccetera. Non serve che stia a trascrivere tutto. Né penso serva rimarcare troppo come ogni singola parola qui sopra riportata, a partire dall’uso della raccapricciante parola “orientali”, altro non sia che una sequela di luoghi comuni di matrice ottocentesca, che si speravano superati da almeno qualche decennio (diamine, Orientalismo è uscito 33 anni fa!). Né, ancora, penso serva che stia a portare prove riguardo al fatto che no, i giapponesi, siano essi i miei amici o gli ufficiali di polizia che, incaricati di comunicare di ora in ora le informazioni rigardo a quello che sta succedendo, balbettano in maniera sconnessa, non hanno reagito in maniera calma e riflessiva: sono uomini esattamente come “noi”. Ma vediamo se continuando migliora:

in giappone ci sono “i figli selezionati sulla base della tecnoscienza” e l’Imperatore e quindi Dio che “chiede che gli spengano la luce”. Ovviamente nell’ottocento, quando si sono formati i succitati luoghi comuni sull'”Oriente”, il Giappone non era ancora il “Paese della Tecnologia”; lo era però negli anni ’80, quindi non si può non infilarci dentro un altro amabile luogo comune da bar. Per la questione dell’Imperatore andiamo più sul raffinato, lo ammetto, ‘ché non tutti in Italia hanno ben presente la differenza tra il concetto cristiano e quello shintoista di divinità, con tutte le conseguenze che ne derivano. Purtroppo, a giudicare dall’imbecillità della sua frase, nemmeno Ferrara questa differenza pare averla presente.

Una delle vere perle si sente però quando, verso la fine, parla dei paesi di Hiroshima e Fukushima, la prima una città di oltre un milione di abitanti (350.000 circa nel 1945) la seconda un capoluogo di prefettura di “soli” 290.000 abitanti. Qua non sono nemmeno luoghi comuni, ma ignoranza crassa unita alla mancanza di volontà di accertarsi che quello che si sta dicendo sia corretto.

È proprio a tale ignoranza che si ricollega la seconda e ultima delle perle del filmatino. All’inizio della puntata il “giornalista” ci fa sentire uno spezzone tratto da quello che parrebbe essere un notiziario, chiosando “Avete sentito le sue parole, il timbro musicale delle sue parole, di quello che dice?” a sottolineare la reazione di paura “calma e riflessiva” dei giapponesi. Ecco, qualcuno gli spieghi che quella non è una giapponese che sta dicendo chissà cosa, ma una coreana che legge un elenco delle zone colpite dal sisma.

Se il buon giorno si vede dal mattino, per i telespettatori italiani si prospettano tre anni di grande, approfondita informazione!

8 Risposte to “Giuliano Ferrara!”

  1. Alla prossima, lo prometto, il preannunciato post sul trasloco! Scusate il ritardo ma sto avendo delle settimane lavorative da incubo ㅠ_ㅠ

  2. No, ma è scritto molto bene come al solito. D’altronde la programmazione televisiva italiana non è mica una tua responsabilità.

  3. carolina Says:

    mi sembrava infatti un’intonazione familiare O.o la casualità del materiale che accompagna l’ignoranza di quest’uomo mi lascia allibita.

  4. […] non è probabilmente una di queste, mentre lo è, se si escludono simpatici imprevisti come le nubi radioattive e il terrore radioattivo, la vicinanza con l’arcipelago giapponese e la conseguente economicità dei voli diretti verso lo […]

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