Il jataka della zanzara

Capita talvolta nella vita di trovarsi di fronte a un’opera dell’ingegno umano che entra in perfetta sintonia con le corde del nostro cuore, che è capace di lasciare un segno indelebile nella nostra mente e di riempire di gioia e letizia il nostro spirito.

A chi scrive questo è successo leggendo alcune delle pagine del volume Jātaka – Vite anteriori del Buddha, una raccolta di storie buddhiste curata da Mariangela D’Onza Chiodo e pubblicata da UTET nel 1992 (l’edizione tascabile, di cui vedete la copertina qui sotto, è invece del 2007).

In particolare, la profonda impressione provata leggendo la storia intitolata “Makasa-jātaka. La zanzara”[1], le intense emozioni che mai potrò dimenticare, il prezioso insegnamento che ne ho tratto, sono solo alcune delle ragioni che mi convinsero, oramai un anno fa, a realizzare una versione a fumetti del racconto in questione.

Tra il dire e il fare, come si sa, c’è di mezzo il mare, e la traversata che mi ha condotto a portare a termine il mio intento è, invero, durata più di quanto potessi ragionevolmente prevedere. Le prime matite sono state poste il primo gennaio di quest’anno, poi, tra una cosa e l’altra, non sono riuscito a ultimare le otto tavole che compongono la mia opera prima di questa settimana. Come che sia, ora la storia è finalmente pronta per essere letta, quindi l’ho caricata in rete dimodoché chiunque lo desideri possa leggerla e gustare fino in fondo il fascino e la sapienza dell’India Antica che trasuda dalla vicenda della zanzara.

Il collegamento alla pagina dove potete scaricare il documento lo trovate qui! [2]

In attesa dei vostri preziosi commenti, vi auguro buona lettura!

 


[1] Pagina 77 del summentovato volume.

[2] “ecco il link per downloadare  il file”.

3 Risposte to “Il jataka della zanzara”

  1. Se non riuscite a scaricare il file, non esitate a contattarmi~

    • rocchia Says:

      naturalmente la somiglianza del figlio del falegname con il celeberrimo “Er Trota” è del tutto casuale…

      • A posteriori mi rendo conto che, ricollegandolo indirettamente a quello che l’altro giorno alla Camera sbadigliava, ho fatto un torno enorme al povero falegname, personaggio che mi sta particolarmente simpatico.

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