Al giardino del Ch’angdŏkkung

Lo scorso weekend il tempo era bello bello ma proprio bello, con un sole che spacca le pietre e quella piacevole brezzolina di inizio autunno* che tanto piace al sottoscritto. Al contempo mi si avvertiva che dal 18 al 30 c.m. nel cosiddetto “Giardino segreto” del Ch’angdŏkkung (o Changdeokgung che traslitterar si voglia) era previsto un evento speciale che permetteva di entrare in un numero (invero limitato) di padiglioni, a cui l’ingresso è generalmente interdetto al pubblico, per godersi il rosso delle foglie degli alberi sfogliando un buon libro. Fatto uno più uno, sabato son uscito di casa, mi son incontrato con la persona che mi aveva dato avviso dell’evento, assieme abbiamo magnato qualcosa e, verso le due e mezza, siamo giunti alla biglietteria del palazzo e abbiamo sganciato 3000 won a testa.

Il Ch’angdŏkkung (昌德宮) è uno dei cinque palazzi reali** costruiti a Seoul nel corso del periodo Chosŏn e, credo, il secondo più visitato dai turisti dopo il Kyŏngbokkung (baso questa mia stima sul prezzo del biglietto d’ingresso, direttamente proporzionale alla quantità di turisti stranieri che si presentano alle porte dei vari palazzi) . Per quanto riguarda il Ch’angdŏkkung, nel link trovate qualche informazione storica, non troppo dettagliata. E se non lo fanno quelli dell’Unesco sul loro sito, non sarò di certo io, alle due di notte, a lanciarmi in un improbabile tentativo di tracciare una cronologia precisa del sito.

Vi basti sapere che, come avrete intuito da quanto ho scritto nel primo paragrafo di questo mio intervento, alla zona “pubblica” del palazzo, non dissimile nella sua struttura fondamentale da quella degli atri Palazzi Reali di cui sopra,si affianca una zona “privata”, rappresentata appunto dal succitato Giardino Segreto: un enorme spazio di 45 ettari dove i regnanti si rilassavano e/o studiavano i migliori metodi per amministrare confucianamente lo stato  mentre fuori la gente moriva di fame.

Dietro il Palazzo numero 5, è tutto Giardino segreto.

Ma torniamo a noi. Una volta entrati ci siamo messi alla ricerca dell’ingresso del Giardino Segreto. Non ci siamo riusciti, in compenso ci siamo persi nell’area contrassegnata nella mappa con i numeri 6 e 7: un labirinto interminabile di cancelli chiusi e palazzine (ri)costruite di recente da cui siamo usciti solo dopo un’oretta e mezza.

Ginepro cinese, Monumento Naturale

Vista generica di quest'area #1

Una simpatica comitiva segue il nostro stesso percorso

Ingresso dell'Injŏngchŏn

Una volta fuori dal labirinto abbiamo abbastanza casualmente trovato l’uscita del Giardino segreto; abbiamo così finalmente concluso che l’ingresso dello stesso si trova dalla parte diamentralmente opposta del palazzo. Ci siamo anche arrivati, solo che la fila alla biglietteria era tale che non sarebbe stato possibile accedere al giardino prima dell’orario di chiusura. Una simpatica gazza assetata ci ha comunque allietato, che come si dice dalle mie parti, olcsó játék hülye gyereknek.

Altri padiglioni che resteranno anonimi

Tramonto e Injŏngchŏn

Architettura lignea=alta probabilità di incendio

Ah sì, sopra ho citato la biglietteria del Giardino segreto: non contento di averci fatto già pagare 3000 won a capa per attraversare il cancello del Ch’angdŏkkung , il Ministero dei Beni Culturali, che gestisce il palazzo, richiede infatti altri 5000 won per la visita al Giardino. Non restando altro da fare, abbiamo deciso di ritornare il giorno dopo a un orario decente, e alle 2 circa, dopo solo una mezz’ora di fila tra le due biglietterie e 16000 won spesi, eravamo a spasso per il giardino. Non mi dilungo nella descrizione, limitandomi a dire che, sì, ne è valsa la pena: dubito che le foto riescano a rendere l’atmosfera, ma una volta entrati nel parco ci si dimentica completamente di essere in una delle metropoli più popolose e caotiche del pianeta. Solo, se doveste capitare da queste parti, vi raccomando scarpe comode e, se possibile, un po’ di allenamento scalata.

Lieti visitatori hanno varcato l'ingresso del Giardino

Che fotografa la sterpaglia

Incredibilmente, abbiamo evitato la mandria che vedete in basso a destra

Io ero in posa. Il tizio arrivava bello fresco per fotografare la morosetta. Nella mia mente mi figuravo una serie di modi per eliminarlo. Un bimbo cercava di entrare dove non si può e non si deve

Lo stesso edificio di un paio di foto fa

Dentro un piccolo padiglione

Carpa. Grossa

Più che un giardino è una foresta

Il "Ruscello della corrente della perla", e capite che perché preferisco il nome originale Ongnyuchŏn

Quartieri residenziali. Quasi tutte le foto scattate qua sono sfocate (imbrunire+batteria insufficiente per usare il flash)

Ritorno al Injŏngchŏn

E questo è quanto. Grazie a questa gita mi sono alleggerito io, ‘ché per due giorni ho camminato come un pazzo consumando più calorie che in una sessione di palestra di quelle belle toste; il mio portafogli, ‘ché 11000 won per i 2 ingressi al palazzo e uno al giardino più la metro e due pranzi e due cene fuori casa; e di nuovo io, ‘ché causa portafogli alleggerito da un paio di giorni ho drasticamente tagliato il budget per la merenda serale, passando da “cioccolato e succo di frutta” a “pan carré e acqua”.

Ma ora! A letto!

 

——–

*Dio, in realtà sarebbe autunno inoltrato, ma non si vive di soli dettagli

**Gli altri sono, Kyŏnghŭigung (慶熙宮), Ch’anggyŏnggung (昌慶宮), Tŏksugung (德壽宮) e Kyŏngbokkung (景福宮). Prima o poi ve ne parlerò più nel dettaglio.

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