Gita in Giappone – Parte 1

Vivere in Corea è bello per tutta una serie di ragioni. La pizza coreana non è probabilmente una di queste, mentre lo è, se si escludono simpatici imprevisti come le nubi radioattive e il terrore radioattivo, la vicinanza con l’arcipelago giapponese e la conseguente economicità dei voli diretti verso lo stesso (per dire, a/r con 160€ tasse comprese).

L’anno scorso il mio dipartimento ha organizzato un viaggio di istruzione di cinque giorni proprio da quelle parti: un tour de force brutale al termine del quale mi ero ripromesso di tornare da solo quest’anno per vedere quello che volevo io come volevo io (in sostanza, basta “avete ventitre minuti per visitare il museo, sbrigatevi”).

Tanto ho detto tanto ho fatto che sabato 12 c.m., nel primo pomeriggio, ho davvero preso l’aereo e sono partito alla volta di Osaka. Il primo giorno non ho poi fatto molto: atterrato attorno alle 17, sono arrivato all’albergo dove avrei sostato per i primi tre giorni attorno alle 19. Situato nella parte centro-nord della città, nei pressi delle stazioni Umeda e JR Osaka (cioè in zona centralissima), il pregiatissimo Hotel Kansai è stato selezionato con cura da una lista di un solo albergo con stanze disponibili nei giorni che servivano a me, alla faccia della crisi turistica giapponese post-Fukushima. Posizionato in un’area ricca di divertimenti per grandi e piccini (con un leggero squilibrio a favore dei grandi, a giudicare dal negozio che sbuca dall’angolo in basso a sinistra della foto panoramica qua sotto), a quanto si dice è uno degli alberghi più economici della città, chissà come mai! (senza commentare, vi lascio ammirare le fotografie della stanza).

Di fronte al bellissimo Hotel Kansai

Di fronte al bellissimo Hotel Kansai

Dentro al bellissimo Hotel Kansai: il letto, il mobile e la finestra che si apre sulla finestra dell'edificio dirimpetto

Dentro al bellissimo Hotel Kansai: gli spaziosissimi servizi igienici

Dentro al bellissimo Hotel Kansai: il tv color 42'', una bottiglia di Coca Cola Zero vuota e degli indumenti

Dopo il check-in è iniziata la mia missione della serata: trovare denaro. Il fatto è che appena arrivato in Giappone avevo fatto una capatina a un ufficio di cambio, solo che la cifra ricevuta si era rivelata decisamente inferiore e alle mie aspettative e alle mie necessità. “Se ti servono soldi, vai al primo bancomat che ti capita sotto mano”, mi direte, ma non è così facile: in Giappone trovare un bancomat che accetti carte straniere può rivelarsi un’impresa più ardua che sentire il Trota dire qualcosa di intelligente/intellegibile: e in effetti così è stato.

Quest'anno ho fotografato tante stazioni ferroviarie

L'Hotel American, l'Hotel che è il più splendido di Osaka e dove si può evidentemente fare cose assai originali, non distante dall'Hotel Kansai

Ci sono, certo, i bancomat degli uffici postali che accettano qualsiasi carta estera ma nel weekend (ricordo che stiamo parlando di un sabato sera) chiudono così presto che non ho fatto in tempo a trovarne uno prima che fosse troppo tardi (inoltre il giorno dopo prevedevo di partire prima della loro riapertura). In sostanza, tra le 20.30 e le 23, con una breve sosta di venti minuti per mangiare, ho testato senza successo non meno di una quindicina di bancomat. Alle 23.15, quando avevo oramai perso ogni speranza e la disperazione si stava impadronendo di me, uno sportello Citybank imbucato non lontano dall’ingresso principale della stazione di Osaka è giunto in mio soccorso, dimostrandomi al contempo che, checché se ne dica, il denaro può benissimo fare la felicità.

Col soldo in tasca e il cuore finalmente leggero, me ne son tornato in albergo a dormire: il giorno dopo si andava lontano!

(continua più tardi…)

6 Risposte to “Gita in Giappone – Parte 1”

  1. Ma all’Hotel American l’amante è fornito al check in?

    • Pare che al check-in ti diano il sacchetto con dentro spazzolino da denti, il rasoio, i cotton fioc e le two people with a lover con cui passare una serata splendida.
      Però per le mie esigenze il tutto era fin troppo splendido quindi non ho provato di persona, anche se prima o poi…

  2. Infatti la prossima volta non farò l’errore di scegliere un albergo qualsiasi solo perché costa poco: meglio pagare un po’ di più ma avere tutti i comfort e i servizi più esclusivi.
    Se ti serve vedo di recuperare l’indirizzo.

  3. Io ero stata in un comodissimo appartamento al prezzo di un albergo 3 stelle in zona centro, uno spettacolo! Infatti è sempre pieno..

    Sara-invidiosa-che-pensa-a-un-passato-ormai-remoto

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