Archivio per cani

Il nuovo municipio di Seoul

Posted in Asia Orientale, corea, Pubblica utilità with tags , , , , , , , , , , , , , , on 25 maggio 2012 by patatromb

Ve lo ricordate questo link?

L’avevo postato nel lontano ottobre 2011, facendo cenno alla costruzione del nuovo municipio di Seoul, quello che, affermò nel 2008 l’architetto che l’ha progettato, è stato ideato sulla base delle parole chiave “traditions, citizens, future.” Lo stesso, brillante soggetto aveva continuato dicendo “I analysed low-rise horizontal elements, curvaceousness and shades of leaves in our traditional architectural characteristics, and I applied these to the design so I can recall comfortable feelings of old things.”[1]

Bellissime parole, poi però avevo guardato l’immagine del link e avevo iniziato a preoccuparmi. Ne avevo anche parlato con un paio di persone che conosco, e tutti “ma no, non ti preoccupare, vedrai che dal vivo sarà sicuramente meglio che nel disegno!”.

Bellissime parole, poi però in questi giorni, passando da quelle parti, ho finalmente avuto l’occasione di ammirare il nuovo edificio quasi ultimato e quasi completamente spogliato delle impalcature che impedivano di ammirarlo nella sua interezza e ho realizzato che l’architetto è un genio: riuscire a creare una cosa così brutta e totalmente slegata dal contesto generale della Piazza del municipio di Seoul richiede capacità fuori dal comune.

 

Ecco a voi una breve galleria dell’edificio che, tramite l’utilizzo della “curvosità” della tradizione coreana riporta alla mente piacevoli ricordi legati alle cose di una volta (chiedo perdono per la qualità delle immagini, ma col cellulare non potevo fare molto di meglio).

Nostalgia canaglia!

Si noti che l’edificio in muratura in basso a destra fa parte del complesso del municipio. Vi invito ad ammirare l’armonia e la coerenza architettonica che scaturisce dall’accostamento dei due edifici!

Vista frontale, dove si può meglio ammirare l’abbraccio dei due edifici. Elegante come la Minetti al telefono col babbo

Bello davanti, bello di dietro

Municipio by night, vista dal lato est

E questo è quanto.

 

Per consolarmi, penserò al cane rosa.

Un sereno cane rosa


[1] La versione inglese della dichiarazione, originariamente in coreano, appare nella pagina in inglese della wikipedia dedicata al municipio di Seoul e chiedo umilmente perdono per essermene servito. Aggiungo però a mia parziale discolpa che l’ho confrontata con  la versione originale concludendo che alla fin fine come traduzione è quasi corretta e, pertanto, utilizzabilissima in questa sede.

E anche stavolta mi son parato il sedere.

Altri cartelli, ossia Nuovi Frammenti di Genio

Posted in Asia Orientale, corea, Delizie coreane, Pubblica utilità, Wisdom with tags , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , on 21 aprile 2012 by patatromb

Tempo fa ebbi modo di mostrarvi alcuni bei cartelli in cui mi ero imbattuto girando nel campus della mia università; quest’oggi ho invece pensato di accompagnarvi in un bel giro virtuale per la città, alla scoperta di alcune abitudini locali che, sono sicuro, non mancheranno di stuzzicare la vostra curiosità.

 (. )( .)

Partiamo da una bella passeggiata culinaria! Al pian terreno, quello che i coreani chiamano primo piano, dell’edificio ritratto nella prima delle fotografie di quest’oggi c’è la “Farmacia tedesca”. Non saprei se consigliarla o meno perché non ci sono mai stato. Ma in effetti non è che la cosa ci interessi poi molto, almeno non in questo frangente, dato che quello che cercavo di immortalare (mentre l’autobus su cui viaggiavo correva a velocità improbabili lungo le strade di Seoul) è l’esercizio commerciale al primo piano, quello che i coreani chiamano secondo piano. Sì, proprio il “Chineses Mutton a Refectory”. Certo, se questa immagine ha trovato spazio in questo intervento è prima di tutto perché riconosco il fascino dell’idea di un “montoni cinesis un refettorio”, ma devo anche ammettere che non riesco bene a capire perché un ristorante specializzato in carne di pecora abbia un logo che ritrae quello che, per quanto lo si guardi, resta sempre un alce.

Un ristorante da provare!

Chineses Mutton a Refectory. Un nome, una garanzia?

 

E da provare è anche quest’altro locale, che si chiama “Sale e Pepe” (sul serio, ci sta scritto 쌀레 e e e 뻬뻬) e dove il piatto della casa è la grigliata di maiale masochista. Un bacino al loro grafico.

Il simpatico maiale masochista, comodamente disteso sulla graticola nella sua tipica posa casual

 

Dopo la pappa, la cacca! E dunque, spostiamoci nelle toilette! In numerosissimi bagni pubblici e non, qui in Corea, accanto al water troviamo un cestino che serve per gettare, dopo essercisi nettati le pudenda, la carta igienica; questo onde evitare che le condutture si intasino, facendo traboccare l’acqua e la pipì e la pupù sul pavimento e causando la (giusta) ira delle signore delle pulizie che devono sistemare il porcile immondo.

Nel locale dove ho scattato la foto che segue le signore delle pulizie devono avere il dente particolarmente avvelenato nei confronti della carta che intasa i cessi dato che, con ogni evidenza, invitano la clientela a gettare nel cestino non solo quella usata, ma proprio i rotoli interi, magari ancora nella preziosa confezione da 24 rotoli!

Per un contributo concreto al disboscamento globale

 

E ora tocca ai nostri piccoli amici cani fare la pupù, e accompagnarli nella loro passeggiata è una di quelle cose che rendono la vita degna di essere vissuta! Basta solo stare attenti a non passare per il parco dove ho trovato questo problematico cartello. Problematico perché indica non il divieto di lasciare le feci del nostro cagnolino nell’erba, bensì quello di gettarle via. Ma allo stesso tempo non dice nemmeno chiaramente se il cane ha il permesso di svuotarsi il budello nel parco (e può lasciare lì le proprie deiezioni, magari per concimare il prato in maniera naturale), o se può entrare solo se è sicuro che non intende fare i propri bisogni. In sostanza, non se ne esce.

Gettare le feci del tuo cane è un gesto di inciviltà: NON FARLO!

 

Per riassumere, oggi abbiamo imparato che:

a- in Corea non esiste il concetto di pian terreno;

b- se non butti la carta nel cestino rischi di far intasare il water;

c- allevare un cane in Corea richiede doti logiche e interpretative non indifferenti.

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