Archivio per Capodanno lunare

Chŏngwŏl Taeborŭm

Posted in Arte, Asia Orientale, corea, Gite, Pubblica utilità with tags , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , on 27 febbraio 2013 by patatromb

C’è, in questo blog, un intervento del 2009 intitolato “Capodanno” il cui soggetto è il capodanno lunare, una delle principali festività coreane.

C’è, sempre in questo blog, un altro intervento, stavolta del 2012, dal titolo “Sŏllal 2012”, il cui soggetto è nuovamente il capodanno lunare, che dice praticamente le stesse cose di “Capodanno” ma che però è arricchito da alcune memorabili foto del sottoscritto.

Purtroppo per voi quest’anno, nei giorni in cui cadevano i festeggiamenti per l’inizio dell’anno del serpente, mi trovavo in Italia, ragion per cui non ho potuto riscrivere per l’ennesima volta la solita solfa sui coreani che nei giorni di festa si premono come sardine nei treni e nelle corriere per tornare a casa due giorni e bla bla bla quelle robe lì. Sarà per il prossimo Chusŏk.

 (. )( .)

Fortunatamente per voi, tuttavia, sono tornato a Seoul giusto in tempo per assistere alle celebrazioni del (Chŏngwŏl) Taeborŭm, la tradizionale festa per la prima luna piena dell’anno! Un dettaglio del Sŏllal che finora mi era sempre sfuggito è che esso coincide invariabilmente con un giorno di luna nuova: se ne evince pertanto che il Taeborŭm, in quanto giorno di luna piena, cade invariabilmente due settimane dopo il Sŏllal. Dato che il 2013 lunare ha avuto inizio il 10 febbraio, è dunque semplice calcolare che il giorno in cui si è celebrato il Taeborŭm è il 24 dello stesso mese, i.e. domenica scorsa.

Verso la festa!

Verso la festa!

 

Venuto a sapere della cosa domenica ho pertanto fatto la migliore delle cose possibili, vale a dire andare a godermi la festa presso il Namsan hanok maŭl, il villaggio folkloristico nel cuore di Seoul di cui, prometto, parlerò dettagliatamente in uno dei miei prossimi post, ed è una di quelle promesse tipo che è da un anno e mezzo che devo pubblicare l’ultima parte del mio diario di viaggio in Giappone (2011).

Alcuni coreani in attesa che inizi lo spettacolo

Alcuni coreani in attesa che inizi lo spettacolo

Bimbi e corde, per giocare!

Bimbi e corde, un’alchimia perfetta!

 

Ma insomma, cosa si è fatto in quel di Seoul per festeggiare la prima luna nuova dell’anno? Si è ballato, si è cantato, si son fatti tanti giochi divertenti, si son spaccate le noci (un must: al banchetto per spaccare i deliziosi e durissimi frutti secchi c’era una fila da far invidia al Kansong) e soprattutto, al culmine dell’evento, è stato dato fuoco a un grosso pignarul[1] affinché si portasse via tutte le robe dell’anno passato.

Gente che canta!

Gente che canta!

Gente che suona e che balla

Gente che suona e che balla

Gente che spegne pignarul

Gente che spegne pignarul

 

Ecco, in questa sede avrei voluto parlarvi diffusamente di tutte queste straordinarie attività: delle voci da usignolo delle tre cantanti di p’ansori, dei leggiadri passi di danza dei suonatori di samul nori, di come, fedelmente alla proverbiale fretta dei coreani, il pignarul è stato spento a forza dai pompieri dopo non più di sette minuti dalla sua accensione; tuttavia, nell’istante in cui il Signore degli Aquiloni si è manifestato in tutta la sua maestosa bellezza, tutto il resto ha perso di interesse, quasi svanendo dal mio campo visivo: d’altronde, Lui era di fronte a me.

Il suo elegante caschetto, le sue irresistibili natiche sode e rotonde, il suo sobrio e signorile marsupio giallo, la sua voce persuasiva e melodiosa, i suoi ineguagliabili aquiloni, il suadente fascino virile di chi, con un semplice sorriso, sa di poter ottenere tutto ciò che desidera: sono solo alcuni degli innumerevoli elementi che hanno contribuito a fare di Lui il protagonista indiscusso della giornata, ma che dico!, dell’anno intero!

Ogni altra parola a riguardo sarebbe però superflua, ‘ché il linguaggio umano non può esprimere adeguatamente la natura del Signore degli Aquiloni: per questo, dunque, lascerò che siano le immagini a parlare per me, dandovi appuntamento alla prossima volta, se mai riuscirò a riprendermi dalla Visione.

Il Signore degli Aquiloni

Il Signore degli Aquiloni

Fascino, eleganza, regalità

Fascino, eleganza, regalità

L'apice dell'umanità

L’apice dell’umanità

 

 (. )( .)

P.S. Nel frattempo, mentre ieri in Italia procedeva lo sfoglio delle schede elettorali e sui social network la gente stava a lagnarsi perché è tornato Berlusconi o a vantarsi di aver votato Grillo, in Corea del Sud si insediava finalmente il nuovo Capo dello Stato:

Mrs. President!


[1] Termine che, analogamente al “piastrare” da me menzionato molti interventi or sono, fa riferimento alle belle tradizioni del Nord-est italiano: per informazioni, cercate su google.

Sŏllal 2012

Posted in Asia Orientale, corea, Pubblica utilità with tags , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , on 27 gennaio 2012 by patatromb

E anche per quest’anno l’isterismo generale causato dal Capodanno lunare è passato.
Del Sŏllal (설날), che appunto è il nome del tradizionale capodanno lunare coreano (corrisponde a quello cinese, quindi se volete sapere quando cade basta che vi guardiate l’immancabile servizio coi cinesi di Milano che ballano e fanno i fuochi che ogni anno saltano fuori nei tiggì Mediaset) ebbi già modo di scrivere alcuni anni fa in un breve intervento che, seppure contenutisticamente valido, è formalmente indecente, quindi ricapitolo brevemente.

Il Sŏllal è una delle due feste coreane lunghe (dove con ‘lunghe’ si intende ‘che durano tre giorni’; l’altra è Chusŏk 추석); e, quando ci sono queste feste lunghissime, i coreani si mettono ovviamente in viaggio tutti assieme per tornare al paese/città di origine (del capofamiglia maschio, eh!). Come conseguenza di quello che è un vero e proprio Esodo in senso biblico, è impossibile reperire legalmente qualsivoglia biglietto di treno o corriera per quei giorni, salvo prenotarlo con due mesi e mezzo di anticipo. Se la stazione di Seoul diventa il regno dei bagarini, alle corriere (che sono tutt’ora uno dei mezzi di trasporto preferiti dai coreani, e non riesco a farmene una ragione) viene riservata una corsia preferenziale sulle autostrade poiché queste, a causa del traffico, sono tanto piene di Hyundai e Kia che, in confronto, i blocchi stradali di cui leggo in questi giorni sui quotidiani italiani non sono che amene quisquilie.
E così, mentre qualche milione di coreani se ne sta nei mezzi di trasporto per andare a mangiare la minestra con gli gnocchi di riso e inchinarsi di fronte ai nonni onde ricevere una bella mancetta, Seoul si svuota, negozi e ristoranti restano tutti chiusi (a parte quelli nelle aree più frequentate da turisti) e la vivace e frizzante atmosfera che si respira in città è quella che, immagino, regnava a Černobyl’ nel maggio del 1986.
Addirittura quest’anno la festività andava dal 22 al 24, con il capodanno in sé che cadeva, lo preciso per dovere di cronaca, il 23; se teniamo presente che il 22 era una domenica, ne evinciamo che per chi non lavora di sabato quest’anno è stato una manna, con i più fortunati che si sono potuti mettere in moto già nella serata di venerdì 20!

La desolazione urbana è durata così ben cinque giorni nei quali il sottoscritto, felicemente rimastosene in quel di Seoul, ha effettivamente fatto ben poco, a parte cucinare a ciclo continuo (e a proposito, saluto il signor Boiler e lo ringrazio per la ricetta del petto di pollo al latte) e, nel pomeriggio del 23, fare un giretto alla Namsan Tower andando vicino al congelamento e rischiando sincopi multiple, causa i circa 10°C sotto lo zero che c’erano quel giorno (all’ora di pranzo!).
Queste ultime righe non interessano a nessuno e avrei benissimo potuto fare a meno di scriverle, ma servono per fare felice mia mamma (che, a proposito, saluto e ringrazio per la ricetta delle verdure ripassate) che dice sempre che non do mai mie notizie. Mamma, ho anche comprato un berretto caldo di lana che copre le orecchie!

Io che gioco con due orsacchiotti coreani ai piedi della Seoul Tower

Io che rischio la sincope ai piedi della Seoul Tower

Il tenero petto di pollo al latte e i gustosi broccoli ripassati

Il mio berretto nuovo (foto per la mamma)

E insomma, Sŏllal è passato anche quest’anno, io ho un berretto in più, questo intervento è privo di una conclusione decente e per ora è tutto!

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