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Colpo grosso al Museo Nazionale di Seoul

Posted in Arte, Asia Orientale, Buddhismo, corea with tags , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , on 17 luglio 2014 by patatromb

Che il celebre programma condotto da Umberto Smaila fosse stato all’epoca un successo internazionale incredibile, mai più eguagliato da nessuna trasmissione italiana, è un fatto ben noto, testimoniato sia dalle varie localizzazioni estere del programma, sia dall’esportazione delle puntate originali per i mercati di Giappone e Turchia (fonte attendibilissima).

Quello che forse non tutti sanno è che in Corea l’apprezzamento per il programma ma soprattutto per il suo conduttore fu tale che, come dimostra chiaramente la scultura che riporto qui di seguito e che fa parte della collezione del Museo Nazionale di Seoul, il fascinoso Umberto divenne addirittura oggetto di culto alla stregua di un santo.

Un  uomo che ti rende fiero di essere italiano e, accanto, un primo piano di Umberto Smaila

Un uomo che ti rende fiero di essere italiano e, accanto, un primo piano di Umberto Smaila

Il nostro circondato da alcune eleganti signore in una foto d'epoca. Il meglio della cultura italiana in una sola immagine

Il nostro circondato da alcune eleganti signore in una foto d’epoca. Il meglio della cultura italiana in un pugno di pixel

 

 

(oh, prima che me lo veniate a chiedere, preciso che non tutto quello che sta scritto in queste righe è necessariamente vero.)

Buon compleanno, Siddhartha!

Posted in Arte, Asia Orientale, Buddhismo, corea, Pubblica utilità with tags , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , on 29 maggio 2012 by patatromb

Un bel giorno di circa 2556 anni e nove mesi fa la signora Maya, moglie di Śuddhodana re di Kapilavastu, stava facendo un pisolino quando, si sognò che un grazioso elefante bianco con sei zanne che le entrava nel fianco destro. Un po’ dubbiosa sul significato di tale visione, la signora chiese al buon Śuddhodana il permesso di chiamare alcuni bramini per farlo interpretare.

“Non è che magari alla fine mi capita qualcosa di brutto?” chiese Maya ai bramini convocati dal re.

“Macché, va alla grande!! Semplicemente, sei incinta!” risposero quelli all’unisono, aggiungendo anche che il bimbo nel di lei grembo sarebbe divenuto un Buddha che avrebbe salvato il mondo. Al giorno d’oggi, grazie a personalità quali il Dalai Lama o Baggio, il concetto di “Buddha” è abbastanza conosciuto nel mondo, ma nel 544 a.C. che cosa fosse un Buddha non lo sapeva ancora nessuno. Non sembra tuttavia che questo piccolo dettaglio abbia disturbato particolarmente la coppia reale di Kapilavastu, oramai evidentemente in preda all’euforia tanto che, in segno di gratitudine per la lieta novella, offrì ai saggi barbuti un lussuoso banchetto seguito dalla distribuzione e ricchi premi e cotillon.

Il sogno della signora Maya

(. )( .)

Un nove mesetti dopo, robe strane e bellissime iniziarono a succedere dalle parti di Kapilavastu, tipo che dalle montagne scendevano leoni pacifisti che si piazzavano davanti alle porte della città ma non facevano del male a nessuno, oppure che cinque centinaia di elefanti si radunavano per salutare cordialmente Śuddhodana (peraltro, non si capisce perché vedendosi una sconfinata mandria di pachidermi andargli incontro non fosse fuggito seduta stante). Vuoi vedere che questi erano segni premonitori della nascita di questo famigerato Buddha?

Vari miracoli che preannunciano la venuta del Buddha. Al centro, gli elefantini salutano papà Śuddhodana; sulla destra, la gente non riesce ad entrare a Kapilavastu perché i leoni stanno prendendo il sole davanti all’ingresso della città

Uno di quei giorni, precisamente l’ottavo giorno del quarto mese, Maya si sentiva in effetti come che stesse per succederle qualcosa e decise di farsi accompagnare al vicino parco di Lumbini da un modesto seguito composto da soli 84000 carri trainati da cavalli, 84000 carri trainati da elefanti, 84000 guerrieri, 60000 ancelle, 40000 guardiani di varia età e 60000 musicisti; lungo la strada si aggiunsero poi, sebbene non invitate, pure 420000 figlie di divinità varie.

Nonostante il pancione, appena giunta nel parco la signora Maya iniziò a vagolare qua e là senza una meta precisa fino a che non giunse di fronte a un albero shala che, galante come solo gli alberi shala sanno essere, allungò uno dei suoi rami verso la bella donna. Ella, affaticata e in cerca di sostengo, alzò il braccio destro e afferrò il ramo: e proprio in quell’istante, quando nessuno se l’aspettava, un bimbo bello e di robusta costituzione le sbucò dal fianco destro, lo stesso dove era penetrato l’elefantino del sogno! Era nato Siddhartha, l’uomo destinato a diventare Buddha!

Immagini della nascita del Buddha – versione indiana: il bimbo sbuca dal fianco della procace Maya seminuda

Immagini della nascita del Buddha – versione cinese: dato che ai cinesi, e di conseguenza a coreani e giapponesi, le donne nude non piacciono, il Buddha spunta dalla manica di una Maya ben coperta (certo, Siddhartha è nato in primavera, ma in Nepal fa comunque freschetto)

E i re dei naga comparvero facendo scendere dal cielo due getti d’acqua, uno caldo e uno freddo cosicché il neonato potesse farsi una doccia tonificante (non che ne avesse realmente bisogno dato che era nato puro e perfetto); e poi il bimbo prese a camminare, e ovunque posasse i piedi venivano fuori fiori di loto, e dopo aver fatto sette passi esclamò “Sono il più alto del mondo, sono il migliore del mondo, sono il primogenito del mondo” e nel mondo fu gioia!

Amore di mamma: Maya osserva serena il figlioletto compiere i suoi primi passi

“Sono il più alto del mondo, sono il migliore del mondo, sono il primogenito del mondo”

Ora, con la sola eccezione del Giappone, nei paesi dell’Asia Orientale Corea del Sud compresa è proprio oggi che si festeggia(va) il compleanno del Buddha, ‘ché quest’anno l’ottavo giorno del quarto mese del calendario lunare corrisponde proprio al 28 maggio! E quindi, uniamoci anche noi ai festeggiamenti per il lieto evento! Buon compleanno, Siddhartha!

(. )( .)

P.S. Per quanto riguarda mamma Maya, le fonti dicono che quando il figlio le sbucò dal fianco ella non provò alcun dolore, ma che il parto non sia stato dei più semplici lo dimostra il fatto che, malgrado le rassicurazioni dei bramini di nove mesi prima, la povera Maya morì una settimana dopo la nascita del figlioletto.

Gita in Giappone – Parte 1

Posted in Asia Orientale, Giappone, Gite, Pubblica utilità with tags , , , , , , , , , , , , , , , on 25 novembre 2011 by patatromb

Vivere in Corea è bello per tutta una serie di ragioni. La pizza coreana non è probabilmente una di queste, mentre lo è, se si escludono simpatici imprevisti come le nubi radioattive e il terrore radioattivo, la vicinanza con l’arcipelago giapponese e la conseguente economicità dei voli diretti verso lo stesso (per dire, a/r con 160€ tasse comprese).

L’anno scorso il mio dipartimento ha organizzato un viaggio di istruzione di cinque giorni proprio da quelle parti: un tour de force brutale al termine del quale mi ero ripromesso di tornare da solo quest’anno per vedere quello che volevo io come volevo io (in sostanza, basta “avete ventitre minuti per visitare il museo, sbrigatevi”).

Tanto ho detto tanto ho fatto che sabato 12 c.m., nel primo pomeriggio, ho davvero preso l’aereo e sono partito alla volta di Osaka. Il primo giorno non ho poi fatto molto: atterrato attorno alle 17, sono arrivato all’albergo dove avrei sostato per i primi tre giorni attorno alle 19. Situato nella parte centro-nord della città, nei pressi delle stazioni Umeda e JR Osaka (cioè in zona centralissima), il pregiatissimo Hotel Kansai è stato selezionato con cura da una lista di un solo albergo con stanze disponibili nei giorni che servivano a me, alla faccia della crisi turistica giapponese post-Fukushima. Posizionato in un’area ricca di divertimenti per grandi e piccini (con un leggero squilibrio a favore dei grandi, a giudicare dal negozio che sbuca dall’angolo in basso a sinistra della foto panoramica qua sotto), a quanto si dice è uno degli alberghi più economici della città, chissà come mai! (senza commentare, vi lascio ammirare le fotografie della stanza).

Di fronte al bellissimo Hotel Kansai

Di fronte al bellissimo Hotel Kansai

Dentro al bellissimo Hotel Kansai: il letto, il mobile e la finestra che si apre sulla finestra dell'edificio dirimpetto

Dentro al bellissimo Hotel Kansai: gli spaziosissimi servizi igienici

Dentro al bellissimo Hotel Kansai: il tv color 42'', una bottiglia di Coca Cola Zero vuota e degli indumenti

Dopo il check-in è iniziata la mia missione della serata: trovare denaro. Il fatto è che appena arrivato in Giappone avevo fatto una capatina a un ufficio di cambio, solo che la cifra ricevuta si era rivelata decisamente inferiore e alle mie aspettative e alle mie necessità. “Se ti servono soldi, vai al primo bancomat che ti capita sotto mano”, mi direte, ma non è così facile: in Giappone trovare un bancomat che accetti carte straniere può rivelarsi un’impresa più ardua che sentire il Trota dire qualcosa di intelligente/intellegibile: e in effetti così è stato.

Quest'anno ho fotografato tante stazioni ferroviarie

L'Hotel American, l'Hotel che è il più splendido di Osaka e dove si può evidentemente fare cose assai originali, non distante dall'Hotel Kansai

Ci sono, certo, i bancomat degli uffici postali che accettano qualsiasi carta estera ma nel weekend (ricordo che stiamo parlando di un sabato sera) chiudono così presto che non ho fatto in tempo a trovarne uno prima che fosse troppo tardi (inoltre il giorno dopo prevedevo di partire prima della loro riapertura). In sostanza, tra le 20.30 e le 23, con una breve sosta di venti minuti per mangiare, ho testato senza successo non meno di una quindicina di bancomat. Alle 23.15, quando avevo oramai perso ogni speranza e la disperazione si stava impadronendo di me, uno sportello Citybank imbucato non lontano dall’ingresso principale della stazione di Osaka è giunto in mio soccorso, dimostrandomi al contempo che, checché se ne dica, il denaro può benissimo fare la felicità.

Col soldo in tasca e il cuore finalmente leggero, me ne son tornato in albergo a dormire: il giorno dopo si andava lontano!

(continua più tardi…)

Un nome che vince

Posted in Asia Orientale, corea, Pubblica utilità with tags , , , , , , , on 30 ottobre 2011 by patatromb

Il caffé col nome migliore di tutta Seoul?

Il Lattette Coffee di Sindorim

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