Archivio per Venezia

Dei bei sogni

Posted in Asia Orientale, Gite, Musica with tags , , , , , , , , , , , , , , , , , , on 9 luglio 2012 by patatromb

Qualche tempo fa ho fatto un sogno bellissimo che non ricordo assolutamente come iniziava, ma ad un certo punto c’erano i Sick Of It All in Corea per un verosimilissimo tour di cinque giorni e io una sera stavo a chiacchierare amenamente con il cantante, il bassista e una misteriosa ragazza coreana che a quanto pare era l’organizzatrice dei concerti questione. In realtà parlavamo io e il cantante, mentre gli altri due erano muti come una tomba, per quel che mi ricordo.

Io nel 2011 col chitarrista dei Sick Of It All, che nel sogno non c’era.

Come che sia, stavamo andando da qualche parte, o forse eravamo in fuga, a bordo un treno che costeggiava una montagna. Ahinoi, non tutti i dettagli del sogno bellissimo si sono impressi indelebilmente nella mia memoria e dunque le ragioni e la meta del nostro viaggio rimarranno per sempre ignote; ma almeno rimembro con cristallina precisione che, alla mia domanda “dove suonate domani?” il bel cantante somigliante al fidanzato di mia sorella rispondeva qualcosa tipo “ancora non lo sappiamo, però stanotte dormiamo in un campeggio” e a me pareva una risposta più che convincente. Ad un certo punto mi diceva anche che per loro (inteso come “Sick Of It All” in senso collettivo) non esistono cose impossibili, e io gli credevo.

Qualche istante dopo, mentre il nostro veloce motoscafo fendeva le onde di un non meglio precisato specchio d’acqua, il cantante, sapendo che sono italiano, mi chiedeva se sono mai stato a Venezia, al che io coglievo la palla al balzo per farmelo amico rivelandogli che non solo ci sono stato, ma ci ho addirittura vissuto per parecchi anni, quindi se mai dovessero capitare da quelle parti sanno a chi rivolgersi. Spero di avergli lasciato il mio contatto.

Poi ci siamo divisi in due gruppi, io con il bassista da una parte e il cantante con la fanciulla misteriosa dall’altra, salendo a bordo di due cosi tipo tappeti volanti che planavano leggeri e veloci nel cielo notturno. Ricordo che era molto divertente, ma ad un certo punto il mio preziosissimo berretto da baseball, che non ho mai posseduto o indossato in vita mia poiché detesto i berretti più di ogni altra cosa ma nel sogno mi era assai caro, mi volava via a causa dell’elevata velocità con cui ci spostavamo. Un atletico gesto del bassista, congiunto a una manovra acrobatica del coso planante mi permetteva fortunatamente di recuperare il prezioso oggetto, facendomi tornare il sorriso. Grazie, Craig, non dimenticherò quello che hai fatto per me!

Pochi istanti dopo gli altri due ci avvertivano che anche il cantante aveva perso qualcosa di importante, così io e il bassista ci separavamo perché lui fletteva i muscoli si lanciava nel vuoto per recuperare la cosa.

Quel giorno era scoppiata la riva

Vola che ti vola, arrivavo infine alla casa della mia padrona di casa a Venezia, potete vederla nella foto qui sopra (è l’edificio con le tre porticine) ma dovete sapere che stando al mio sogno essa è un maniero gotico alto almeno una trentina di metri, ergo il miglior luogo ove atterrare. Approcciavo il piano più alto dell’edifico con una pregevole manovra circolare che mi permetteva di osservare all’interno dell’edificio, che vi ho riprodotto nello schema qua sotto, così non perdo tempo a descriverlo.

Per il disegno tecnico, non c’è programma migliore di paint

Benché fossimo in pieno giorno, la Signora stava dormendo nella sua stanza, che vedete indicata dalla lettera A. Io, conscio che farmi scoprire in casa dalla signora avrebbe comportato la mia fine, decidevo di atterrare in C, un vano vuoto con una porta apparentemente sbarrata dall’interno, dalla quale in un modo o nell’altro, lo sapevo, sarei arrivato all’uscita e, dunque, alla salvezza. Per i curiosoni, B è un corridoio in cui si  trovano un comodino con del the poggiato sopra e una finestra aperta sulla stanza colla porta sbarrata.

Riuscivo ad atterrare perfettamente, purtroppo controllando se era possibile aprire la porta sbarrata facevo un gran fracasso che svegliava la Signora, la quale iniziava a girare per la casa cercando la fonte di tale rumore dirigendosi proprio verso il luogo in cui mi trovavo io. Terrorizzato, mi nascondevo nell’angolo dietro la porta sperando di non essere scoperto e a quel punto mi sono svegliato tutto sudato, col cuore a mille e colla vescica gonfissima che erano le sei del mattino e avevo dormito sì e no tre orette scarse.

Grazie al cielo in quei momenti di terrore puro ho trovato la forza e la lucidità di buttare giù qualche appunto riguardante il sogno, poi ho fatto la pipì e ho cercato di riprendere sonno; quando mi sono risvegliato un paio d’ore dopo, ovviamente, non ricordavo più niente. Rileggendo i miei appunti ho però realizzato che, negli ultimi tempi, mi stavo strapazzando un po’ troppo e che sarebbe stato meglio iniziare a condurre una vita un po’ più regolare. Cosa che ho anche fatto, così a posto dei Sick Of It All ho iniziato a sognare la mia fidanzatina che mi implora piagnucolosa di comprarle un Big Mac e, sinceramente, non so se ci abbia guadagnato o meno.

Un documento esclusivo: gli appunti manoscritti sui quali il presente intervento è basato

Quattro vedute veneziane

Posted in Arte, Gite, Notizie dall'Italia, Senza categoria with tags , , , , , , , , , , , , , , , , on 13 gennaio 2012 by patatromb

Ca' Foscari - Tributo alla facoltà di scienze

Campo San Polo - Il romantico pensiero di un giovane per la sua bella

Piazza San Marco - Semplici regole per una città ancora più bella e vivibile

Campo Santa Margherita - Nuove forme di illuminismo

 

Tornare a Venezia è sempre un piacere.

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