Rock ‘n’ Roll!

Posted in Arte, Pubblica utilità with tags , , , , , , , , , , , on 19 settembre 2013 by patatromb
kinnarock

YEAH!

  Sto per tornare!

Una scuola per veri uomini

Posted in Asia Orientale, corea, Pubblica utilità with tags , , , , , , , , , , , , , on 7 luglio 2013 by patatromb
La prestigiosa Pene SCHOOL di Seoul

La prestigiosa Pene SCHOOL di Hongdae, a Seoul, dove potrete imparare tutto, ma proprio tutto, sulla disciplina del Pene Menn

Amsa-dong: reperti archeologici e casette ricostruite

Posted in Arte, Asia Orientale, corea, Gite, Pubblica utilità with tags , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , on 23 giugno 2013 by patatromb

Il 16 giugno 2013 sono andato al parco archeologico di Amsa-dong (tong) a Seoul, che è dove ci sono i resti di vari accampamenti del periodo neolitico, e ho girato un pregevole filmino che vado ora a sottoporvi.

Prima, però, una piccola introduzione, così capite di cosa stiamo parlando.

Il parco si trova, chi l’avrebbe mai detto, nel quartiere di Amsa-dong, sul confine orientale della città a due passi dalla riva meridionale del fiume Han, e sorge lì ove una volta tanti, tanti anni fa i coreani della preistoria vivevano felicemente nelle loro rudimentali casette di legno e paglia. Il sito venne fortuitamente scoperto nel 1925, quando un acquazzone di quelli che ci sono da queste parti[1] portò via tanta di quella terra da riportare in superficie diversi antichi strati di terreno (risalenti a un periodo che va dal 4400 al 1500 a.C. circa) con dei grossi buchi tondi in mezzo, del diametro di circa 5/6 metri l’uno. Detti buchi (finora ne sono stati scoperti una trentina) sono in realtà le fosse che fungevano da “base” delle abitazioni delle popolazioni neolitiche locali e, comprensibilmente, numerosi manufatti (in particolare vasellame e strumenti in pietra) sono stati ritrovati un po’ ovunque nell’area.

Il parco, a cui si può accedere previo pagamento di biglietto d’ingresso di 500 won, è dotato di diverse attrazioni, tra le quali le più importanti sono un gruppo di nove abitazioni neolitiche ricostruite nella loro forma “originale” così come ipotizzata degli studiosi e la sala esposizioni, divisa in due ali separate, in cui sono troviamo numerosi reperti disseppelliti in loco, alcuni simpaticissimi diorami, una serie di quei già citati “buchi” e tanti, tanti marmocchi fracassoni.

Ma ora bando alle ciance e vediamo un po’ ‘sto filmino!

 

Nel filmato si vedono, nell’ordine, l’ingresso del parco coi vecchi coreani che ascoltano musica per vecchi coreani, la strada che porta alle ricostruzioni delle abitazioni neolitiche, le ricostruzioni delle abitazioni neolitiche, l’interno di una delle ricostruzioni delle abitazioni neolitiche con tanto di ricostruzione di un’allegra famigliola neolitica, un’allegra famigliola contemporanea che mi viene incontro, l’ala A della sala esposizioni, i bambini rumorosi al suo interno e, per finire, un ultimo scorcio dell'”area sperimentale”, dove in teoria i bimbi possono provare a vivere come i primitivi ma in realtà c’erano solo altre ricostruzioni di abitazioni neolitiche, qualche manichino variopinto e tanto, tanto caldo.

Oltre a girare il filmino, ho anche scattato delle fotografie, diamo un’occhiata veloce pure a quelle così poi possiamo tornare a fare qualcosa di utile.

La fermata della metro Amsa, dove dovete scendere per visitare il parco. Se vi piacciono gli hamburger, potete mangiare al Burger King lì davanti, ma non è necessario

La fermata della metro Amsa, dove dovete scendere per visitare il parco. Se vi piacciono gli hamburger, potete mangiare al Burger King lì davanti, ma non è obbligatorio.

I classici palazzoni coreani lungo la strada verso il parco

I classici palazzoni coreani lungo la strada verso il parco

La biglietteria! In realtà nessuno controlla i biglietti all'ingresso, quindi se siete dei balordi senza vergogna potreste provare a entrare senza pagare.

La biglietteria! In realtà nessuno controlla i biglietti all’ingresso, quindi se siete dei balordi senza vergogna potreste provare a entrare senza pagare.

Casette, le stesse che avete già visto nel filmino.

Casette, le stesse che avete già visto nel filmino.

In Corea hanno la mania dei timbrini turistici e, prevedibilmente, ci sono anche qua.

In Corea hanno la mania dei timbrini turistici e, prevedibilmente, ci sono anche qua.

Dentro alla sala esposizioni, ala A

Dentro alla sala esposizioni, ala A

Cosi per fare il fuoco

Cosi per fare il fuoco

Cosi per pescare i pesci (balene, a giudicare dalle dimensioni)

Cosi per pescare i pesci (balene, a giudicare dalle dimensioni)

Cosi per infilarci dentro la roba

Cosi per infilarci dentro la roba

Per capire come si seppellivano i morti all'epoca.

Per capire come si seppellivano i morti all’epoca.

Per far vedere come coltivavano la terra (notate lo scansafatiche stravaccato per terra)

Per far vedere come coltivavano la terra (notate lo scansafatiche stravaccato per terra)

Per far capire come pescavano

Per far capire come pescavano

Immagini in 3D dall'incredibile realismo.

Immagini in 3D dall’incredibile realismo. Si notino in particolare le pose plastiche dei primitivi cacciatori e dei cervi qui ritratti.

Io e un signore coreano addormentato in una posa particolarmente virile.

Io e un signore coreano addormentato in una posa particolarmente virile.

Un simpatico cinghiale impalato. Non preoccupatevi, è solo un modellino!

Un simpatico cinghiale impalato. Non preoccupatevi, è solo un modellino!

Una rivelazione incredibile! Nella Corea del Neolitico gli pterodattili non erano ancora estinti!

Una rivelazione incredibile! Nella Corea del Neolitico gli pterodattili non erano ancora estinti!

——

Se mai voleste passare da queste parti, pigliate la metropolitana e scendete alla fermata Amsa-dong della linea 8[2] e da lì o vi fate una passeggiatona di venti minuti partendo dall’uscita quattro (sempre dritti!) oppure se siete furbi prendete il tassì o il bus (il numero 02) giusto davanti all’uscita 1, così arrivate a destinazione belli freschi che quando come domenica scorsa a Seoul fa caldo camminare per più di cinque minuti non è cosa, a meno che non amiate le ascelle pezzate.

***


[1]In realtà si è trattato di una serie di alluvioni susseguitesi tra il luglio e il settembre del 1925, note con il nome collettivo di Grande alluvione dell’anno Ŭlch’uk (乙丑年大洪水).

[2]Tecnicamente non è una fermata, bensì il capolinea, ma questi sono solo dettagli insignificanti.

Suggerimenti musicali

Posted in Arte, Musica, Pubblica utilità with tags , , , , , , , , , , , , , , , , on 5 giugno 2013 by patatromb

Riceviamo e pubblichiamo:

 

È finalmente uscito il nuovo, esplosivo disco del Pino DJ: “Un anno col Pino Vol. 1 – Aprile/Maggio”, prima parte di una incredibile ESALOGIA che cambierà per sempre il mondo della musica leggera, pesante e chi più ne ha, più ne metta! Sessantuno trascinanti perle che dimostrano tutto il valore dell’artista Pino e che spingono a livelli impensabili il potenziale della tecnotrumpazza.

Un anno col Pino vol. 1

 
Corri subito a scaricarlo gratuitamente su http://pinodj.bandcamp.com/ e preparati a ballare, sudare e emozionarti con le tue nuove canzoni preferite!
YEAH!

Contiene i singoli “Non basta lavare il proprio corpo per poter dire di essere delle persone pulite” e “Mi sento soffocare”!

2557!

Posted in Asia Orientale, Buddhismo, Pubblica utilità with tags , , , , , , , , , , , , , , , , , , , on 17 maggio 2013 by patatromb
"Presto, venite a lavarmi!"

“Presto, venite a lavarmi!”

Auguri!

Tutti a Ch’ŏrwŏn!

Posted in Arte, Asia Orientale, Buddhismo, corea, Gite, Pubblica utilità with tags , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , on 15 maggio 2013 by patatromb

Due domeniche fa, era una bella, profumosa giornata primaverile, gli unici passeggeri della corriera diretta verso Ch’ŏrwŏn erano il sottoscritto, il giovane K.Y.W. (noto anche come il ragazzo dagli occhi protrusi) e alcune solitarie ragazzette pensierose. Sorge spontaneo chiedersi perché mai, in una così raidosa giornata, delle fanciulle nel fiore degli anni dovrebbero dirigersi verso un desolato, spoglio e decrepito paesotto del Kangwŏn-to a quattro passi dal confine con la Corea del Nord. ‘Sicuramente seguivano te e il baldo K.Y.W. (noto anche come il ragazzo dagli occhi da cerbiatto)’, avrete probabilmente pensato voi che leggete: tuttavia la risposta più ovvia, ahinoi, non sempre è quella corretta.

Il giovane K.Y.W. a bordo di un'affollata corriera

Il giovane K.Y.W. a bordo di un’affollata corriera

Da quapparte in Corea

Da quapparte in Corea

Come ho già avuto modo di notare in precedenza, Ch’ŏrwŏn è ben vicina al confine con la riottosa sorella socialista della Corea del Sud e tutta la zona che la circonda è conseguentemente (e comprensibilmente) piena zeppa di basi militari, basi militari che a loro volta sono piene zeppe di gagliardi soldati di leva che si addestrano a spezzar le reni agli empi sudditi di Kim Chŏngŭn (=Kim Jong-un)! Prima di partire per il servizio militare (che in queste terre dura ben due anni) alcuni di loro avevano trovato la fidanzatina e, tra questi, i più fortunati erano riusciti a non farsi lasciare al momento della partenza. Le nostre compagne di viaggio, lo avrete a questo punto oramai capito, sono alcune di quelle fidanzatine, donne modello che non solo sono tanto pazienti da attendere un lungo biennio prima di poter riavere indietro il loro principe azzurro (nel frattempo divenuto nella maggior parte dei casi un bestemmiatore tabagista amante dell’alcool), ma che sono anche tanto magnanime da sacrificare il loro fine settimana per andare a trovare nel nulla più assoluto suddetto principe azzurro: ad avercene, di donne così!

Una base militare abilmente mimetizzata nell'ambiente

Una base militare abilmente mimetizzata nell’ambiente

Detto questo, sorgerà spontanea un’altra domanda, vale a dire, cosa ci stavano dunque a fare su quell’autobus il buon Marco e il giovane K.Y.W. (noto anche come il ragazzo dallo sguardo che incanta)? ‘Forse andavano a trovare anche loro dei fidanzatini in servizio di leva’, avrà pensato il lettore più smaliziato, lettore che, tuttavia, mi vedo nuovamente costretto a contraddire.

Dovete sapere che, non molto distante da Ch’ŏrwŏn, sorge il Dop’iansa (倒彼岸寺), monastero buddhista ove è conservata una statua in ferro datata al 865, identificata da tutti gli storici dell’arte coreana[1] come un Vairocana in chigwon’in (智拳印, vajra mudrā in finto sanscrito, una roba complicata che non sto a spiegarvi qui perché sennò non finiamo più, in sostanza si tratta di un Buddha assiso che alza le mani all’altezza del petto pigliandosi l’indice della mano sinistra con tutta la mano destra stretta a pugno).

Voi, ne sono moderatamente certo, questa statua non l’avete mai nemmeno sentita nominare ma vi prego lo stesso di credermi quando vi dico che si tratta di una di quelle opere fondamentali che compaiono in tutti i libri di storia dell’arte coreana. Noi due maschietti, lo avrete a questo punto oramai capito, eravamo diretti verso il Dop’iansa che per inciso è, visto il luogo dimenticato da Dio in cui sorge, uno di quei posti che tutti conoscono ma che nessuno ha mai visitato.

Il glorioso terminal del villaggio di Tongsong, capolinea della corriera

Il glorioso terminal del villaggio di Tongsong, capolinea della corriera

Un pensiero gentile rivolto a tutte le coppiette separate dalla naja

Alle spalle del terminal, un pensiero gentile rivolto a tutte le coppiette separate dalla naja

Il nostro pranzo

Il nostro pranzo

Prima di andare ad ammirare la statua di cui sopra, tuttavia, ne abbiamo approfittato per fare una capatina all’altro monumento di Ch’ŏrwŏn, il Nodongdang-sa (勞動黨舍), cioè l’Ufficio del Partito dei Lavoratori. Con “Partito dei Lavoratori” ci si riferisce ovviamente al Partito dei Lavoratori della Corea del Nord, ‘ché nel 1946, quando questo edificio venne eretto, qua era tutta terra comunista! Ai tempi  della Guerra di Corea gli ammeregani e i loro alleati sudcoreani si erano convinti che qua dentro ci fosse chissà cosa, concentrando così (con successo) tutta la loro forza per la presa dell’”Ufficio” in questione. Ora è tutto in rovina, colle pareti completamente crivellate di colpi e la scalinata di accesso sbriciolata dai cingoli di un carro armato, e chissà all’epoca quanti morti L.

Il Nodongdang-sa. K.Y.W. si è lamentato che col bel tempo perde tutta l'aura di malvagità che dovrebbe avere

Il Nodongdang-sa. K.Y.W. si è lamentato che col bel tempo perde tutta l’aura di malvagità che dovrebbe avere

Come ben sapete, i coreani (del Sud) tendono a smantellare qualsiasi edificio non gli vada ideologicamente a genio, dunque come mai questo Nodongdang-sa è ancora in piedi? La risposta, stando al giovane K.Y.W., è che da una parte l’edificio viene sfruttato in funzione propagandistica (“guardate! I cattivi comunisti qua dentro facevano cose cattivissime! BRR!”), dall’altra bisogna tenere presente che, fino alla fine degli anni ’80, l’accesso a tutta l’area a nord di Ch’ŏrwŏn City era interdetto ai civili, ergo non c’era né la necessità di, né la manovalanza adatta a demolire l’edificio che, nel frattempo, è stato registrato come bene culturale e quindi resterà qui finché regge.

Tatatatatà! Una colonna che, pur se crivellata di colpi, non si è piegata al nemico!

Tatatatatà! Una colonna che, pur se crivellata di colpi, non si è piegata al nemico!

Uno sguardo dal retro

Uno sguardo dal retro

Ecco cosa succede a salire le scale col carrarmato

Ecco cosa succede a salire le scale col carrarmato

La trafficata strada da e per il Nodongdang-sa

La trafficata strada da e per il Nodongdang-sa

Al Nodongdang-sa ci siamo arrivati nella maniera più comoda e veloce possibile, vale a dire in tassì, mentre da qui al Dop’iansa ce la siamo fatta a piedi (tanto sono solo tre chilometri!). Lungo la strada ci siamo casualmente imbattuti nelle rovine di un altro edificio “storico”, la Chiesa metodista di Ch’ŏrwŏn, fondata del 1936 e andata distrutta nemmeno una ventina di anni dopo, ovviamente ai tempi della solita Guerra di Corea. Io e il giovane K.W.Y. abbiamo approfittato della fortuita scoperta per scattare alcune pregevoli fotografie che potete di seguito ammirare.

Io in una delle mie pose migliori

Io in una delle mie pose migliori

Il giovane K.Y.W. in una delle sue pose migliori

Il giovane K.Y.W. in una delle sue pose migliori

Spettacolare foto con effetto

Spettacolare foto con effetto

Il monumento in tutta la sua imponenza

Il monumento in tutta la sua imponenza

Risaie

Risaie

Ci siamo quasi

Ci siamo quasi

Un’ora dopo, sudati, assetati e sfiancati dall’inaspettatamente afosa aria di queste terre selvagge  delle risaie di Ch’ŏrwŏn, siamo arrivati al Dop’iansa. Oltre al Vairocana in ferro di cui vi ho già parlato, presso il Dop’iansa si trova anche un altro famoso monumento antico, una pagoda il pietra di cui non si sa niente di preciso e che per questo motivo viene ritenuta da tutti coeva alla nostra cara statua (sì, non c’è logica dietro a questa tecnica di datazione). I vari libri se la sbrigano descrivendola come uno dei massimi capolavori nel suo genere, glissando inspiegabilmente sul curioso senso di instabilità che ne emana, ma tant’è. La pagoda è da qualche anno salita alla ribalta (!) perché in essa sono stati avvistati a più riprese (!!) i BODHISATTVA AUREI (!!!), che non ne sapevo niente e all’inizio mi sono tutto eccitato ma poi ho scoperto che in realtà si tratta di una coppia di ranocchi <sic> che di tanto in tanto sbuca da una fessura della pagoda.

Il Dop'iansa. Al momento gli edifici 1, 3 e 13 non esistono

Il Dop’iansa. Al momento gli edifici 1, 3 e 13 non esistono

Ingresso al monastero

Ingresso al monastero

La pagoda del Dop'iansa e una vecchia maledetta che si è infilata nella foto proprio al momento giusto

La pagoda del Dop’iansa e una vecchia maledetta che si è infilata nella foto proprio al momento giusto

La base della pagoda. Da qui quando gli va spuntano i bodhisattva aurei

La base della pagoda. Da qui quando gli va spuntano i bodhisattva aurei

Dopo le foto di rito alla pagoda abbiamo fatto una capatina all’ufficio amministrativo/negozietto e abbiamo chiesto alla signora che vi lavora:

“Dai, ci fai fare le foto alla statua??”

e lei “Ma non si può”.

“E su, guarda che occhioni ha K.Y.W.” e a queste parole, e grazie a quegli occhi, ella infine si sciolse, accordandoci il tanto agognato permesso (in realtà le abbiamo detto altre cose che per motivi di ordine pubblico non posso rivelarvi) (non è vero, le abbiamo semplicemente fatto notare che ci occupiamo di storia dell’arte buddhista e volevamo fare delle foto per motivi di studio) (apro un’ultima parentesi, così, a caso).

Quel giorno la sorte era evidentemente dalla nostra perché non solo abbiamo ottenuto senza particolare fatica il permesso per fotografare la statua (di solito è severamente proibito) ma soprattutto perché, essendo il padiglione in cui essa è normalmente esposta in fase di restauro/ricostruzione, la pregiata icona è stata temporaneamente ricollocata in un piccolo padiglione prefabbricato certo orrido, ma che ci ha permesso di avvicinarla in una maniera che sarebbe stata altrimenti impossibile, e le foto che abbiamo scattato sono lì a testimoniarlo. Peccato che non possiate vederle anche voi, ah!

Il padiglione prefabbricato

Il padiglione prefabbricato

Il nostro caro Vairocana

Il nostro caro Vairocana

Un profilo maestoso

Un profilo maestoso

Poi niente, si è fatta una certa ora, così abbiamo chiamato un tassì, siamo tornati a Ch’ŏrwŏn e da lì nuovamente a Seoul in corriera, e questo è quanto.

Un ultimo saluto!

Un ultimo saluto prima di tornare a casa!

Detta con franchezza, dubito che qualcuno di voi lettori vorrà mai avventurarsi in queste lande sperdute, ma se qualcuno non resistesse alla tentazione e non potesse proprio farne a meno, sappia che il metodo più pratico per farlo consiste nel prendere una corriera o dal Seoul Express Bus Terminal o dal Dong Seoul Bus Terminal e prima o poi si arriva (contate dalle due alle tre ore a tratta a seconda del traffico e una cifra variabile tra i 15000 e i 20000 won). E per questa volta è veramente tutto.


[1]Questa cosa la specifico perché io ho un’idea tutta mia riguardo a quest’opera, ma non è questa la sede adatta per discuterla.

Bang!

Posted in Notizie dall'Italia, Wisdom with tags , , , , , , , , on 29 aprile 2013 by patatromb

Se c’è una cosa che negli anni ho imparato ad apprezzare, quella è senz’altro la sensibilità dei banner pubblicitari. No, ma davvero, eh.

Bang: e cos'altro, se no?

Bang: e cos’altro, se no?

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